Perchè?
Una delle domande più frequenti che mi vengono rivolte da amici non credenti, ma anche da persone che si dicono "di chiesa", è quella che riguarda la sofferenza.
Perché Dio la permette?
Soprattutto perché Dio non ferma le mani degli assassini?
Perché Dio lascia inchiodato per anni su di un letto un ammalato cronico grave? Perché?...
Prima di tentare una risposta a questa domanda, vorrei riformularla con la bella, anche se lacerante poesia di Heinrich Heine:
Su Lazzaro
"Lascia stare le sante parabole,
lascia stare le ipotesi pie
cerca di risolverci senza giri di parole
le domande dannate. Perché il giusto si trascina
sanguinante, misero, sotto il peso della croce,
mentre felice come un vincitore
il malvagio si aggira su un fiero cavallo?
Di chi è la colpa? Forse che il nostro Signore
non è del tutto onnipotente?
Oppure lui stesso causa l'iniquo stato?
Ma ciò sarebbe meschino.
E allora continuiamo a domandare,
finché non ci chiudono finalmente la bocca
con un pugno di terra
ma questa è una risposta?".
No, non chiudiamoci la bocca, né con un pugno, né con mano leggera. Apriamola per dire due cose:
1. Noi siamo limitati, siamo creature e perciò non siamo perfetti, quindi in noi vi è il limite della malattia that leads to suffering and pain, there is a limit of pain.
2. Another strong word to say: we are free, and - as such - we can commit acts that lead to great suffering, which also produce many deaths. God shows us the way to not commit, also takes the stakes for not taking us beyond the confines of the ravine, but in the end, fully respect our freedom.
I, a god cop, handcuffs because I do not do the evil I do not want.
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